Fuori dai banchi

Consulte Provinciali Studentesche

Ottobre 1, 2008 · Lascia un Commento

“Pensare una scuola capace di costruire valori e partecipazione, diritti e possibilità. Pensarla per costruirla. Costruirla per viverla”

LE CONSULTE PROVINCIALI DEGLI STUDENTI
Uno dei successi di maggior rilievo del movimento studentesco e della nostra organizzazione è stato quello di porre il problema della creazione di un sistema di rappresentanza degli studenti.


L’idea di fondo dalla quale si partiva era il bisogno di garantire momenti di ascolto da parte delle istituzioni che andassero al di là dei limiti temporali del movimento. I periodi di protagonismo sociale che si esprimono con le mobilitazioni di piazza, infatti, tendono ad esaurirsi ed è per questo importante che lascino dietro di loro dei luoghi in cui il confronto fra studenti e istituzioni possa continuare: questi devono apparire come i luoghi dove far si che il conflitto sia motore di sviluppo democratico della collettività.
Sono passati anni dall’ultima riforma degli organi collegiali e l’ultimo passo in avanti che si è riusciti ad ottenere sono state le consulte provinciali degli studenti nel 1996.
Le Consulte costituiscono, con tutti i loro limiti, uno degli spazi creati a seguito del Movimento degli anni passati, uno spazio verso cui, tutti coloro che in quel Movimento, pur in maniera diversa, si sono riconosciuti, devono sentirsi responsabili.
Cos’è la Consulta Provinciale degli Studenti?

E’ l’organismo istituzionale di rappresentanza studentesca su base provinciale istituito nel 1996 (Direttiva ministeriale n°133 del 3 Aprile 1996, DPR 567 del 1996, DPR 156 del 1999). Attualmente non sono considerate organi collegiali e sono diffuse in tutto il territorio, una per provincia. Esse sono composte da due studenti eletti ogni anno in ogni istituto secondario superiori della provincia, elegge al suo interno un presidente e si autoregolamenta.

•    Candidarsi a rappresentante di consulta…
Per candidarsi a rappresentante di consulta ci si deve presentare quindici giorni prima dalla scadenza che è fissata da decreto il 31 ottobre. Il Sistema elettorale è il metodo D’Hondt ovvero sia un sistema proporzionale: ogni lista riceve un numero pari al numero di preferenze ottenute da ogni candidato presente all’interno della lista stessa. Potete esprimere al massimo una preferenza. Calcolato il numero dei voti di ogni lista, si procede assegnando innanzitutto un numero di seggi proporzionalmente ai voti ottenuti alle liste e infine, all’interno delle liste che hanno ricevuto un tot di seggi, scattano i candidati più votati.

In ogni scuola ci sono 2 rappresentanti degli studenti per la consulta provinciale. Il mandato degli eletti è biennale.

•    Il presidente della CPS
I rappresentanti di consulta si riuniscono in una assemblea plenaria per eleggere il Presidente della consulta provinciale e la giunta esecutiva: ogni consulta, però, possiede un proprio regolamento interno, che stabilisce le modalità con la quale queste elezioni si svolgono.

•    Compiti e possibilità delle consulte provinciali
Compito primario della Consulta provinciale è di costruire una rete fra le varie scuole e di sostenere e valorizzare il protagonismo degli studenti, attraverso la realizzazione di iniziative e progetti, come la Giornata dell’arte degli studenti. Le CPS hanno una sede appositamente attrezzata messa a disposizione della direzione scolastica regionale. Dispongono di fondi propri che possono essere spesi solo dagli studenti che la compongono e la quota prevista è di almeno il 7% dei fondi provinciali destinati alle scuole per le attività degli studenti in base al DPR 567 e successive modifiche, pari a circa venti-trentamila euro l’anno per una CPS di medie dimensioni (circa 120-130 rappresentanti).
I 103 presidenti delle consulte provinciali si riuniscono periodicamente in una Conferenza Nazionale, un organo che in teoria dovrebbe costituire uno spazio utile allo scambio d’informazioni sulle attività delle diverse consulte, alla discussione dei problemi comuni delle CPS e al confronto con il Ministero dell’Istruzione.

•    Le consulte oggi
Crediamo che le Consulte rappresentino una grande opportunità di protagonismo per gli studenti italiani, che esse possano contribuire a far scomparire quella logica tanto diffusa e capillare secondo la quale gli studenti sono soggetti troppo immaturi per poter decidere e contare nei luoghi di gestione della scuola. Un opportunità questa che però oggi va difesa, ma soprattutto ripensata, da un lato valorizzando le migliori esperienze, dall’altro ridefinendo, anche a livello nazionale, il loro ruolo.

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