Nelle scuole superiori italiane la didattica è vecchia e inadeguata, incapace di coinvolgere gli studenti e rispondere alle sfide che la scuola dovrebbe vincere per essere un’istituzione fondante della cittadinanza che non sia separata e distante dalla società. Ad oggi la didattica è un monopolio dei docenti, lo stesso Piano dell’Offerta Formativa (P.O.F.) viene redatto esclusivamente dal Collegio dei Docenti e solo successivamente sottoposto all’approvazione del Consiglio d’Istituto, nel quale, inutile ricordarlo, sempre i docenti hanno la maggioranza. Questo monopolio và rotto, per riuscire a dare nuovo slancio alla scuola italiana e un nuovo ruolo agli studenti. Per questo crediamo che debba diventare impegno prioritario dell’Unione degli Studenti dar vita in quante più scuole possibili a quelle pratiche di didattica partecipata che possano superare questa idea di scuola e di insegnamento.
D’altronde lo stesso Statuto degli Studenti e delle Studentesse prevede questa che più che una possibilità è una necessità; infatti, nel D.P.R. 249/98 all’ART. 2 comma 4 si legge: “Lo studente ha diritto alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola. I dirigenti scolastici e i docenti, con le modalità previste dal regolamento di istituto, attivano con gli studenti un dialogo costruttivo sulle scelte di loro competenza in tema di programmazione e definizione degli obiettivi didattici, di organizzazione della scuola, di criteri di valutazione, di scelta dei libri e del materiale didattico. Lo studente ha inoltre diritto a una valutazione trasparente e tempestiva, volta ad attivare un processo di autovalutazione che lo conduca a individuare i propri punti di forza e di debolezza e a migliorare il proprio rendimento.”
La commissione paritetica deve diventare un organo collegiale a tutti gli effetti, come il consiglio d’istituto e il collegio dei docenti, cui è possible dare vita con una modifica del Regolamento d’Istituto. Il regolamento deve essere a sua volta redatto da una commissione paritetica temporanea e poi ratificato dal Consiglio d’Istituto. Si tratta dunque di un organo costituito da egual numero di studenti e docenti che nel livello scolastico complessivo elabori e scriva il P.O.F. dopo un percorso di consultazione che coinvolga anche l’assemblea d’istituto e il comitato studentesco e che poi si ricrei anche a livello di singole classi per rideclinare in base al P.O.F. concordato e approvato i programmi dell’anno scolastico.
La commissione paritetica deve essere quindi il laboratorio di sintesi, confronto e cooperazione tra il collegio dei docenti e il comitato studentesco, sia per togliere potere al corporativismo dei docenti sia per legittimare spazi di costruzione e analisi come il Comitato studentesco.
L’obiezione che più di frequente viene sollevata è che gli studenti non sono in grado di incidere realmente sulla didattica e che sarebbero solo d’intralcio alla professionalità dei docenti. Con questa proposta non intendiamo mettere in discussione il ruolo dei docenti, ma anzi rafforzarlo, spingendo i docenti nella direzione di una maggior cooperazione con gli studenti. Siamo convinti del fatto che in una commissione paritetica gli studenti abbiano il ruolo di indirizzare la didattica secondo le proprie sensibilità e i propri interessi.
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