“Gli istituti di istruzione secondaria di primo e secondo grado predispongono almeno un locale attrezzato quale luogo di ritrovo per i giovani dopo la frequenza delle lezioni.”
Art.2 comma 1 D.P.R. 567/96
Ovvero: FACCIAMO L’AULA AUTOGESTITA
Cos’è
L’aula autogestita è un locale presente all’interno delle scuole, le cui attività sono totalmente pensate, progettate, programmate e messe in atto dagli studenti.
Quale regolamento, legge o decreto la prevede?
L’articolo 1 comma 2 del decreto del Presidente della repubblica 567 prevede che l’istituzione scolastica aprendosi alla progettualità studentesca, alle associazioni studentesche e a quelle dei genitori, ponga in essere tutto ciò che è nelle proprie facoltà per la realizzazione di attività integrative e non, avendo come principio fondamentale quello di ripartire dalla partecipazione attiva di tutte le componenti scolastiche.
Cosa bisogna fare per ottenerla?
Il comitato studentesco (costituito da tutti i rappresentanti di classe) può proporre sulla base dell’articolo 4 comma 7 il progetto aula autogestita a cui destinare anche parte delle risorse del D.P.R. 567 che solo il comitato studentesco può decidere come spendere e a quali attività, progetti o spese destinare (dpr 567 articolo 4).
Una volta fatta l’assemblea di comitato e stilato un progetto definitivo i rappresentanti di istituto devono fare mettere all’odg (ordine del giorno) del consiglio di istituto la discussione di questo progetto, che deve essere poi soggetto ad approvazione del consiglio stesso.
Questo però non è l’unico modo per ottenere un’aula interamente autogestita, infatti i collettivi nelle scuole istituiti come gruppi non formali, possono chiedere direttamente o attraverso i rappresentanti di istituto sempre attraverso presentazione di un progetto o di una lettera scritta l’attuazione di una aula autogestita nelle scuole.
Se i presidi, fanno problemi sulla regolamentazione e l’utilizzo dell’aula?
Basta modificare il regolamento interno di istituto e prevedere una serie di articoli specifici sull’utilizzo di tale locale, o comunque più in generale sull’utilizzo di tutti i locali scolastici dopo la frequenza delle lezioni (il regolamento di istituto si modifica ogni anno e la sua approvazione passa per il consiglio di istituto).
Se non ci sono altre aule oltre a quelle per fare lezione?
La scuola deve comunque garantire la possibilità di incontrarsi dopo la frequenza delle lezioni, mettendo a disposizione una delle aule usate per l’orario curriculare, ossia deve assicurare il diritto di associazione come anche lo stesso dpr 249/98 prevede.
Come si scrive un progetto per l’aula autogestita:
Nel progetto devono essere presenti necessariamente i seguenti punti:
• Premessa
• Il problema e il soggetto di riferimento
• Indicatori di realizzazione (cosa si svolge, come , quando, dove)
• Finalità ed obiettivi generali
• Forme di riflessione in corso d’opera, forme di riproducibilità e replicabilità
• Comunicazione e diffusione dei risultati
• Bilancio preventivo
• Sedi attrezzature e forniture necessarie
E’ sempre importante rifarsi ai riferimenti normativi (dpr, T.U., etc.) visto che la loro esistenza formale (cioè su per legge su carta), non solo ci aiutano nell’affermazione di un diritto in maniera sostanziale (cioè nei fati, nella realtà), ma spesso sono anche una garanzia in più per “convincere” tutti quei presidi e docenti scettici.
3 risposte finora ↓
Thomas // Ottobre 10, 2008 a 4:21 pm
ma durante l’utilizzo di questo locale, la responsabilità grava sulla scuola o la scuola è ne deve essere sollevata?
Giovanni // Ottobre 14, 2008 a 8:57 pm
Ciao! Questa è una bella notizia: poter autogestire una propria aula all’interno della scuola. Grazie x averne scritto, ne parlerò al più presto al “mio” collettivo. (Maxwell, Milano)
federica // Novembre 7, 2008 a 2:51 pm
sono della scuola pertini di genova la preside castelli dopo ripetute richieste non ci da il permesso di autogestire come ci dobbiamo muovere?è urgentissimo